economia

“Il mondo appeso a un silos”. Il contesto attuale.

Il valore sociale ed economico dei cereali è indubbio, la storia ci è maestra, specialmente alla luce di quanto accaduto nel bacino del Mediterraneo nel 2011. L’allarme Fao sui prezzi delle materie prime alimentari  - cereali su tutti – è drammaticamente attuale. Tutti cercano di capire se “terranno” gli stock di cereali ricostituiti dopo la crisi del 2008. Un’incertezza che non assolve nessuno e si diffonde a macchia d’olio anche nei paesi occidentali, quelli cosiddetti “del benessere”, sebbene la relativa indolenza di questi mercati non lasci crescere l’allarme e non abbia (ancora?) generato preoccupazioni rilevanti.

Ma nel 2008 anche le massaie inglese finirono con il fare incetta di pudding … La gestione delle risorse alimentari – e, con essa, in particolare, di quelle cerealicole – è “il tema”. La Fao non abbassa la guardia: la congiuntura economica internazionale lascia aperti troppi interrogativi e si presta a troppe interpretazioni diverse per poter lasciare che l’allarme rientri. Troppi gli interessi in gioco, troppa la percentuale della popolazione mondiale che dai cereali – dal loro consumo, ma anche dalla loro produzione – dipende.

“C’è farina per tutti”: ma a che prezzo? I prezzi dei prodotti della terra sono ormai strutturalmente “volatili”, un po’ come le previsioni del tempo che ci regala siccità e alluvioni … ma sarebbe opportuno evitare di trovarsi nelle situazioni d’emergenza che, a volte, proprio il tempo meteorologico determina. In ballo c’è la sopravvivenza, realmente, di milioni, miliardi di persone. (Barbara Marcotulli)